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Severa e sincera

“Nella quiete della campagna mantovana il tempo sembra scorrere lentamente. In lontananza si odono solo canti di uccelli, cicale, monotone pompe di irrigazione e qualche trattore.”… Così inizia l’articolo su LowRide, settembre 2013, dedicato a Severa…

“Nessuna nuvola all’orizzonte, non un filo di vento. L’aria è immobile. Fa caldo. Sotto un cielo azzurro il silenzio della mattinata è turbato solo da due bicilindrici che si avvicinano. Visti da lontano paiono tremolanti nell’umidità che sale dall’asfalto della vecchia Ostigliese. Il tuono cresce e passano in un lampo, lasciando una scia sonora cupa e ritmata che rimanda la mente per un attimo a imprese sportive d’altri tempi, a piloti coraggiosi impegnati in gare stradali di granfondo.”

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“Il progetto Severa nasce sulla base del più snello e minimalista big twin apparso in queste ultime stagioni, un modello apprezzato dai puristi ma non abbastanza. Presentato nella primavera del 2011, sta già uscendo di scena Blackline, il Softail che ha segnato il ritorno al pneumatico posteriore stretto oltre a numerose novità assolute. Tutti i designer che hanno lavorato a questo progetto dichiarano grande attenzione per le tendenze custom internazionali e in particolare per gli hot rod tradizionali; basti pensare che Casey Ketterhagen, giovanissimo leader del team, fa parte del Cheaters Car Club. Tra le particolarità del modello spiccano cerchi da 21 e 16 pollici neri così come i mozzi, la totalità della ciclistica e buona parte meccanica impotenzastop.it.

Il pneumatico posteriore largo soli 144 millimetri ha permesso il montaggio di un parafango posteriore basso e stretto con supporti su misura. Alcuni dettagli inediti non sono stati graditi dal pubblico, come il manubrio Split Drag; anche lo scarico tipo Fat Boy, rialzato e cromato, è sembrato a molti fuori luogo in un contesto Dark Custom. Proprio manubrio e scarico sono due degli elementi che Roberto Rossi decide di sostituire per rendere ancor più essenziale il Blackline.

Su riser classici alti 150 mm monta un drag bar; rimpiazza il due in due scintillante con un due in uno nero opaco. Nella sua rivisitazione stilistica si lascia guidare dal feeling, da appunti e intuizioni archiviati in testa e nel cuore durante tanti anni di attività. Dove tutti vedono la base ideale per un moderno bobber, istanza recepita a Milwaukee per il progetto Slim che ne condivide interamente la base tecnica, il dealer di Mantova vede invece un Softail della prima generazione. Pensa ai primi esemplari che ha venduto nel 1995, quando la sua attività è iniziata, alle prime esperienze custom e ai ”pellegrinaggi” in via Niccolini.

Assodata l’ispirazione di Carlo Talamo e della sua Comm’Aggia Fa’ nera opaca, una special nata per caso a cui si affezionò così tanto da citarla in una delle sue poesie. La leggenda vuole che, finito sotto un camion, un esemplare FXST fu ricostruito presso Numero Uno col serbatoio di un Cafe Racer, pneumatico anteriore tassellato, un faro rettangolare da auto e altri pezzi di recupero.”

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